Piero Dorazio : Grazie Piero

16 Ottobre - 15 Novembre 1998

“Grazie Piero”, titolo di questa mostra, non è solo un'occasione per rivedere questi dipinti dopo tanti anni, ma anche un momento di riscoperta dell'opera e dell'amicizia che ha legato questo grande artista alla Galleria per più di trent'anni. 

Il 15 ottobre 1998, dopo sei anni dall'ultima mostra, Lorenzelli Arte presenterà una scelta di lavori, particolarmente rappresentativi del percorso e della ricerca pittorica di Dorazio, datati tra la fine degli anni cinquanta e la fine degli anni sessanta. 


Saranno esposte circa quaranta importanti tele per la maggior parte di grande formato. La mostra è accompagnata da un catalogo a colori e da una lettera aperta all'artista di Bruno Lorenzelli. 

Piero Dorazio nasce a Roma il 29 giugno del 1927. Qui nel 1945-46 pone i presupposti, insieme ad altri giovanissimi artisti, per la nascita del “Gruppo Arte Sociale” e allo stesso tempo inizia gli studi di architettura. La vocazione per la ricerca pittorica e la rivalutazione del Futurismo, ispirano il “Manifesto del Formalismo” del Gruppo “Forma 1”, che egli dirige con Consagra, Perilli, Turcato ed altri, contro il provincialismo e la tendenza ufficiale del “realismo socialista”. 


Organizza a Roma il gruppo “Age d'Or” nel 1949-50. 


Nel 1953 scrive il libro “La fantasia dell'arte nella vita moderna”, il primo libro fondamentale sull'arte moderna. A New York frequenta i nuovi artisti americani, fra i quali Motherwell, Ferber, Glarner, Rothko, Kiesler, De Kooning, Cornell, Kline, Frankenthaler e il critico Greenberg. 


Dal 1954 al 1959 risiede a Roma. Nel 1960 l'Università della Pennsylvania lo invita a riconcepire e dirigere il Dipartimento di Belle Arti alla School of Fine Arts, la quale negli anni Sessanta era stata riconosciuta come essere la migliore scuola d'arte e architettura d'America. Vi insegna dal 1960 al 1969, tenendo conferenze in altre Università. Nel 1970 si stabilisce a Roma e contemporaneamente compie viaggi in Grecia, Africa e Medio Oriente. Nel 1975 acquista un antico eremo Camaldolese a Todi, lo ristruttura, abitandovi e riadattando la chiesa come suo studio. Da diversi anni trascorre il periodo estivo nella sua casa-studio di Rodi.