Miguel Berrocal : 1955/65 sculture di ferro e bronzo

22 Settembre - 4 Novembre 2006

iguel Ortíz Berrocal, nato a Villanueva de Algaidas nella provincia di Malaga, in Spagna, nel 1933, manifesta precocemente il suo amore per l'arte. Completa la sua formazione frequentando eccletticamente sia gli ambienti accademici che la Facultad de Ciencias Exatas di Madrid, ma è solo nel 1960, dopo essere entrato in contatto con l'ambiente culturale e artistico prima romano, poi parigino, che Berrocal decide di dedicarsi definitivamente alla scultura. 

Inizia così a lavorare il ferro nel modo che lo renderà celebre e conosciuto in tutto il mondo. Già dalla metà degli anni '50 realizza le prime sculture in ferro forgiato e saldato nelle sue componenti, presentate in questa mostra. Queste sculture, che ammettono varie posizioni, si prestano ad essere interpretate dallo spettatore, chiamato a scegliere l'immagine dell'opera privilegiandone la posa a lui più congeniale. La scultura contemporanea, quindi, investita dal gioco (un gioco delle parti, si potrebbe dire!) e dalla fantasia dell'artista, viene così concepita e realizzata come un insieme di interpretazioni possibili e sempre diverse, che il fruitore può appunto indagare e sugellare in una forma che non ammette mai una soluzione definitiva. 
Esposte in mostra trentacinque sculture in ferro e bronzo datate dal 1955 al 1965. 

È da una ulteriore radicalizzazione di quest'idea che nasceranno così le celebri sculture scomponibili che caratterizzeranno le soluzioni immediatamente successive dell'artista, impegnato nella ricerca di un essere della scultura che interroga l'idea del corpo (il corpo della scultura, analogamente il corpo umano: celebri le rivisitazioni dei torsi classici maschili e femminili, dalla mitologia al quotidiano) delle proporzioni e delle dimensioni. Dalla scultura monumentale fino alle preziose realizzazioni gioiello degli anni '70 e '80, quindi alla micro-scultura e alla realizzazione in serie di multipli per un'idea di scultura accessibile a tutti, il mondo di Berrocal racconta una storia infinita di manipolazioni di oggetti e di parti, al fine di ricreare l'immagine suprema della scultura vista e concepita nel suo tutto tondo, per poi vederla dissolversi, attraverso un'analisi che ne scompone gli elementi, in un processo di indagine del suo senso e delle sue composizioni strutturali.