Nunzio. In clamorosa quiete mostra dell’artista curata da Luca Massimo Barbero e Matteo Lorenzelli, inaugurazione sabato 21 marzo, on view dal 24 marzo all’8 maggio 2026.
Allestita nelle due sale della lorenzelli arte, la mostra si caratterizza per l’impostazione antologica: oltre quaranta lavori delineano l’intero percorso artistico di Nunzio (Cagnano Amiterno, 1954), dagli anni Ottanta fino ad oggi, dimostrando la varietà e l’ampiezza della ricerca di un artista inesauribile.
Tra i lavori esposti, segnaliamo un nucleo prezioso di rari gessi ( Scudo, 1983; Re dei Re e Confine, 1985) provenienti dalla collezione privata di Matteo Lorenzelli. A questi si aggiungono opere in piombo (Oblio, 1979), legno combusto e carboncino su carta giapponese, a parete o ambientali (Senza titolo, 1986, in piombo e legno combusto, di altezza superiore ai 270 cm): ogni elemento concorre alla riflessione sullo spazio, inteso come luogo di sperimentazione empirica e ultima frontiera della scultura. In questa direzione si colloca l’indagine dell’autore, oltre il mero virtuosismo estetico, piuttosto volta ad approfondire e sondare la materia in ogni sua parte, nella sua presenza, ma anche, e soprattutto, nella sua assenza, fino a quel punto in cui – come giustamente osserva e puntualizza Luca Massimo Barbero – “il confine non è l’ultima linea che chiude un volume, ma il punto in cui la forma comincia a esercitare la sua potenza” che ancora sottolinea: "Anche quando l’opera incontra un contesto pubblico e istituzionale, ciò che colpisce è la sua funzione di misura. Non imposizione ne desiderio di attenzione e decoro, ma criterio, postura: presa sullo spazio.”
L’esposizione celebra una ricorrenza storica: la prima volta in cui Luca Massimo Barbero scrive un testo critico per l’artista risale al 1996, esattamente trent’anni fa, in occasione della mostra Nunzio, presso la Galleria Cinquetti di Verona. È proprio dal testo di accompagnamento della mostra veronese, scritto da Barbero, che viene tratto il titolo odierno Nunzio. In clamorosa quiete. La formula non è semplice richiamo cronologico, ma manifesto artistico, valido ancora oggi. Come scriveva Barbero nel 1996: “È questo dedicarsi alla sincerità del ‘Senso plastico’, dell'applicare meditazioni ed operazioni sui materiali, che ha sempre mantenuto la scultura di Nunzio in una vita che non fa meramente referenza al fatto classico, ma che l’ha situata in un suo proprio ambito contemporaneo ricco di ‘mutazioni attraenti’ e soprattutto: immersa in un Silenzio meravigliosamente raggiunto. Un Silenzio ‘clamoroso’ che è oggi difficile riscontrare altrove”.
Come per ogni mostra di lorenzelli arte verrà editato un catalogo a carattere monografico dedicato all’artista. Il volume si contraddistingue per il taglio antologico: presente il testo critico, a cura di Luca Massimo Barbero, realizzato appositamente per l’occasione e il già citato scritto del 1996 dello stesso Barbero. L’edizione raccoglie, con dovizia di particolari, l’interezza delle opere esposte, oltre 60 tavole a colori, affiancate da numerose installation views e fotografie di repertorio. Il catalogo di 250 pagine sarà trilingue: italiano, inglese e cinese.
Nunzio
Nunzio Di Stefano, in arte Nunzio, nasce nel 1954 a Cagnano Amiterno (AQ). Appena diciannovenne, stabilisce il proprio studio all’interno dell’ex Pastificio Cerere, a Roma, dove lo raggiungeranno successivamente Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli. Tiene le sue prime mostre personali nel 1981, presso la Galleria Spatia di Bolzano, e nel 1984 alla Galleria l’Attico di Roma, quest’ultima presentata da Giuliano Briganti. La personale nella galleria Annina Nosei a New York, del 1985, contribuisce alla diffusione internazionale del suo linguaggio espressivo. Numerosi sono negli anni gli appuntamenti espositivi e i riconoscimenti; nel 1986 vince il Premio 2000 come miglior giovane artista alla XLII Biennale di Venezia e nel 1995 ottiene una menzione d’Onore per la sala personale alla XLVI Biennale di Venezia. Le sue opere sono presenti in collezioni permanenti pubbliche e private, tra cui la GAM di Torino, la GNAM di Roma, il MAXXI di Roma, il Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig di Vienna, la Fondazione Maramotti di Reggio Emilia, l'Utsukushigahara Kogen Art Museum in Giappone. Nunzio vive e lavora tra Roma e Torino.
