Maurice Wyckaert nasce il 15 novembre 1923 a Bruxelles. 


Tra il 1940 e il 1948 frequenta l'Academémie Royale des Beaux Art, e nel 1949 diventa membro del gruppo "Presence".  Fonda insieme ad altri artisti la rivista “Dee Meridiaan” nel 1951. Nello stesso periodo incontra Henry Miller, il quale lo incoraggia a dipingere “Jazz”, e in compagnia di Marcel Lecomte fa visita a Georges Braque e Jean Paulhan. 


Nel 1952 ottiene una menzione al premio di pittura “M.G.M.”, in occasione del lancio del film di Vincente Minnelli, “Un americano a Parigi”.  Nel 1953 prepara il lay-out dell'opera di Clara Haesart “De Overkant” dedito da De Meridiaan, e sempre per le stesse edizioni viene pubblicato anche il libro di M. Lambilliotte, con foto di S. Vandercam, Wyckaert et l'espace interieur dans la peinture non figurative.  Nel 1954 conosce Parmeke.  Nel 1955 partecipa alla prima collettiva all'estero: alla Galleria Creuze di Parigi, con la mostra “Phases de l'Art Contemporain” ed è allo stesso tempo cofondatore del centro culturale “Taptoe”.  Incontra Jorn nel 1956, di cui diviene grande amico. 


Nel 1957 si unisce a “L'Internationale Situationniste” e lo stesso anno è menzionato al “Prix de la Jeune Peinture Belge”. Visita Jorn ad Albisola, dove incontra Fontana, Crippa, Baj, Scanavino, Wilfredo Lam, Capogrossi ed il mercante Cardazzo della Galleria del Cavallino. Si dedica dunque alla ceramica. Va a Venezia, dove prende un atelier in Piazza San Maurizio. I quadri che dipinge in questa occasione vengono esposti alla Galleria del Cavallino, e presentati con un testo di Luc de Heusch. Incontra Peggy Guggenheim e poi ritorna a Bruxelles. 


Nel 1959 è in contatto con il gruppo “Spur” di Monaco. Espone alla Galerie Les Contemporains di Bruxelles, presentato da Chris Yperman.  Si fa portavoce dell'“L'Internationale Situationniste” a Londra, nel 1960. Tiene una mostra a Essen presentata da Attila Kotanyi.  Nel 1961 soggiorna per otto mesi a Monaco ospitato da due componenti del gruppo “Spur”: H. P. Zimmer e L. Fischer. Lo stesso anno ha occasione di interpretare il ruolo di un gentleman britannico in un film di Albert Merz. Nel frattempo viene escluso dal'”Internationale Situationniste” perché si rifiuta di interrompere i suoi rapporti con Otto Van de Loo. Partecipa alla Biennale di San Paolo del Brasile, dove ottiene una menzione d'onore. 


Nel 1962 soggiorna ad Albisola dove dipinge e partecipa al “Premio Marzotto”.  Nel 1967 fa la conoscenza di Max Loreau, e nel 1968, in occasione dei moti di protesta, partecipa all'occupazione del Palais des Beaux Arts di Bruxelles. 


Nel 1971 soggiorna a Parigi nella “Città Internazionale delle Arti”, atelier 529, e al vernissage della sua personale alla Galleria Ariel a Parigi, incontra Bruno Lorenzelli Jr. La prima mostra personale di Wyckaert alla Galleria Lorenzelli si terrà a Bergamo l'anno successivo, e Max Loreau scriverà l'introduzione al catalogo, mentre nel 1973 si terrà un'altra personale alla Galleria Lorenzelli di Milano.  Nel 1974 compie un viaggio in Israele e uno a New York.  Rappresenta il Belgio alla Biennale di San Paolo nel 1975. 


Nel 1976 soggiorna e lavora a Baschiano, in Toscana, dove lavora alla cartella di litografie “Par Jorn”, per la Asger Jorn Foundation. Tiene inoltre una personale alla Gens Fine Art Gallery di Anversa.  Nel 1980 realizza una pittura murale nel Kibbutz Beit Alfa in Galilea, mentre nel 1981 lavora ad un altro murale nella maison Belge de l'Universitè de Givat Ram a Gerusalemme. 
Soggiorna ad Arradon, nel Morbihan, nel 1982, e diventa professore di Pittura Monumentale a Etterbeck. Tenta la tecnica dell'incisione a punta secca. Nel maggio dello stesso anno viaggia attraverso il Deserto Sud Tunisino. Esegue il murale di 500 mq. “Coming up for air” nella stazione del metrò Jacques Brel ad Anderlecht. 

 

Nel 1983 soggiorna e lavora ad Albisola ed Ellera, mentre nel 1984 è a Londra, dove prende uno studio vicino al fiume Tamigi. Viaggia e dipinge nelle Corbiéres.  Nel 1985 va in Israele su invito degli “Amici Belgi dell'Università Ebraica” di Gerusalemme. Tornato, soggiorna e disegna nella casa di Férnand Khnopff a Fosset, nelle Ardenne. 


Nel 1986 è a Tokio, dove è invitato a presenziare al vernissage della Biennale del Metropolitan Museum, e da qui va a Washington e poi a Los Angeles. Trascorre l'estate a Gaiole, nel Chianti. 
Nel 1987 crea un tappeto in lana, tessuto a mano in dieci esemplari per la Fondazione Johan Lorrez, per la mostra: “Arte e tappeto – Tradizione e rinnovamento in Belgio”. Viaggia in Israele dove esegue una serie di gouaches. Visita Albie e l'Andalusia.  Nel 1990 ottiene il Premio Jules Raeymackers dell'Accademia Reale del Belgio. In estate dipinge a Quercia Grossa, vicino Siena, e viaggia in Spagna e in Portogallo.  Nel 1992 tre tele di Wyckaert entrano a far parte dello Städlische Museum di Berlino grazie alla donazione Van de Loo. L'Atelier Clot a Parigi presenta l'album “Epistle to the Earl of Burlington”, poema di Alexander Pope, con dodici “giardini litografati” di Wyckaert. Durante l'estate va a Céreste e nell'alta Provenza. A fine anno inaugura un nuovo studio a Bruxelles.  Muore il 17 luglio 1996.